28/10/14

Di Renée Zellweger e dell'essere bella senza trucco

Eppure a me Renée Zellweger piaceva così tanto, sia nella sua versione florida con i famosi mutandoni indossati nel primo Bridget Jones che in quella più asciutta e sexy di Jerry Maguire. Mi affascinava la sua capacità camaleontica di passare da un’apparenza all’altra rimanendo comunque sempre fedele a se stessa. Oggi, guardando le immagini dell’attrice dopo il massiccio lifting che le ha completamente stravolto il viso, mi chiedo: ma perché? Cosa può spingere una donna, già bellissima, a voler diventare diversa da quello che è? È la paura di invecchiare? Che cos’è? Sarà che ho da qualche giorno compiuto 34 anni…sarà che io invecchio mentre mia figlia cresce veloce come una freccia verso una gioventù che si preannuncia già piena di fascino…saranno le prime rughette, i miei primi limiti corporali…ma io ho iniziato a farmi delle domande sulla bellezza, sui segni del tempo e sull’essere donna.
E mi sono data delle risposte.
E sono orgogliosa delle risposte che mi sono data.
E non giudico Renée Zellweger…ma quello che ha fatto a se stessa è molto lontano dall’idea di bellezza che oggi orgogliosamente difendo.


16/10/14

Bambini al cinema con la magia di Disney Junior Party

bambini al cinema per la prima volta con disney junior party
La prima volta al cinema della Caciottina è stata poco più di un anno fa, ma ricordo ancora lo stupore nei suoi occhioni, misto a un po’ di timore e curiosità. Ho anche una bellissima foto che la zia della Cacio è riuscita a rubarci in quel momento…molto esplicativa…dovremmo averne una per ogni prima volta dei nostri bambini!

Da allora, non abbiamo mancato un appuntamento al cinema e ogni volta è andata sempre meglio: i primi momenti l’attenzione della mia piccola durava pochi minuti, poi si distraeva e voleva alzarsi, correre, mangiare e scoprire quel nuovo mondo; le volte successive, bastava armarsi di pop corn e succhi per incollarla alla poltrona almeno per il primo tempo. Oggi posso dire che andare al cinema con Amelie è uno dei miei passatempi preferiti: mi diverto, mi rilasso e poi la osservo e mi sembra già una signorina…seduta, composta e super attenta alla trama del film. Ogni tanto si volta verso di me e (ad alta voce, ahimé, su questo dobbiamo ancora lavorare) mi fa qualche domanda oppure esprime dei giudizi sui personaggi, stupendomi ogni volta perché ne azzecca sempre le caratteristiche salienti: “mamma, lui è cattivo. Mamma, lei è buona. Mamma, non si fa vero? Non si dice, vero?”.

04/10/14

Fare le pulizie di casa fa bene

fare le pulizie di casa fa bene

Secondo me già da questo post e da questo deve esservi stato chiaro ed evidente che nutro un particolare interesse per le attività di pulizia (o forse avrete pensato che non ho esattamente tutte le rotelle a posto…ma tant’è). È da diverso tempo oramai che guardo alle pulizie domestiche come a qualcosa che possa addirittura farci bene…e non solo per una questione igienica o di salubrità dell’ambiente. Probabilmente questa mia passione per le pulizie ha avuto inizio da quando ho incontrato la Via dello Zen e in essa ho trovato la mia pratica di vita. Sì, perché nello Zen pulire è una pratica spirituale quotidiana che, autocitandomi, si chiama samu ed è il lavoro manuale quotidiano che nei monasteri zen ha la stessa importanza della pratica meditativa dello zazen. Matsumoto, autore di “Manuale di pulizie di un monaco buddhista”, dice: «La giornata dei monaci inizia dalle pulizie: ramazziamo il giardino, puliamo il cortile, tiriamo a lucido il santuario. Non tanto perché siamo effettivamente sporchi o in disordine, quanto perché tali azioni hanno il fine ultimo di eliminare dallo spirito qualsiasi ombra». L’attività del pulire è considerata come una meditazione in movimento, un compito da svolgere con meticolosità e consapevolezza, una pratica che ci conduca a vivere nel qui e ora, abbandonando attaccamenti e condizionamenti mentali.
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